Terapie Cellulari per il Glioblastoma:
Uno Studio Pre-clinico di Immunoterapia

Malvina Prapa PhD*, Alberto Feletti MD§, Monica Cellini, MD#, Lorenzo Iughetti MD#, Giacomo Pavesi MD§ & Massimo Dominici MD*

*Laboratorio Terapia Cellulare, Università di Modena e Reggio Emilia – Policlinico di Modena; §UOC di Neurochirurgia, Ospedale Civile S. Agostino – Baggiovara # Unità di Oncoematologia Pediatrica, UOC di Pediatria, Università di Modena e Reggio Emilia – Policlinico di Modena

Il Razionale dello Studio

Il GD2 è una molecola espressa in numerose neoplasie quali il neuroblastoma, melanoma, microcitoma polmonare, retinoblastoma, medulloblastoma e gliomi di alto grado, come pure sarcomi ossei e dei tessuti molli. L’associazione con tumori ancora incurabili e la bassa espressione di GD2 nei tessuti sani, rende questo antigene un bersaglio promettente per approcci di terapia cellulare.
Una delle strategie indagate si basa sulla generazione ex vivo di linfociti T modificati geneticamente con un recettore antigenico chimerico (CAR), in grado di riconoscere l’antigene GD2 sulla cellula tumorale e causarne la lisi. CAR è costituito da una regione extracellulare di legame con l’antigene, da una regione trans-membrana e da una regione intracellulare di attivazione e trasduzione del segnale. L’introduzione di CAR ha permesso di combinare le proprietà di riconoscimento antigenico, proprie degli anticorpi monoclonali, con le caratteristiche funzionali delle cellule T. Questo approccio immunoterapeutico è stato sviluppato e validato a livello pre-clinico nel nostro laboratorio in un modello di neuroblastoma: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/26298772. Lo stesso approccio lo vogliamo ora validare anche in un modello di tumori cerebrali come i glioblastomi. In Italia, secondo le stime ogni anno vengono diagnosticati circa 6000 casi di tumori del sistema nervoso centrale (Associazione Italiana Registro Tumori). Le terapie per la cura di questi tumori prevedono la neurochirurgia, spesso risolutiva per i tumori benigni, e la radioterapia utilizzata da sola o in associazione alla chemioterapia. Nonostante questo la prognosi rimane tuttora insoddisfacente.

Il Nostro Obiettivo

Pertanto l’obiettivo principale dello studio qui proposto è quello di caratterizzare l’espressione dell’antigene GD2 in cellule tumorali derivate da pazienti affetti da glioblastoma e sottoposti a procedura chirurgica per lesione neoplastica cerebrale. Successivamente viene valutato l’impatto di CAR anti-GD2 da noi già sintetizzato ed inserito in popolazioni linfocitarie citotossiche, su linee cellulari risultate GD2 positive ed implementate in modelli pre-clinici di tumori cerebrali.

Come Raggiungere l’Obiettivo

Ci proponiamo di arruolare in 24 mesi pazienti sottoposti ad asportazione chirurgica della neoplasia radiologicamente sospetta per glioblastoma presso il centro di neurochirurgia diretto dal Dr. Pavesi. Previo consenso informato da parte del paziente, parte del tessuto della lesione sarà raccolto ed inviato al Laboratorio di Terapie Cellulari del Prof. Dominici per i successivi studi pre-clinici svolti dalla Dr.ssa Prapa.

Cosa ci Aspettiamo

Con questo studio, sponsorizzato da ASEOP, ci proponiamo di validare la tecnologia CAR anti-GD2 nei confronti di modelli sperimentali di glioblastoma GD2 derivato da cellule di tumore primario per poter in seguito trasferire questi risultati in un ambito clinico ai fini di una migliore cura per il GBM.